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NUOVI PROGRAMMI
Evoluzione, 4 saggi per la Moratti
LA controversia sulla scomparsa della parola «evoluzione» dai programmi
scolastici delle elementari e delle medie è giunta a una svolta: il ministro
dell’Istruzione e della ricerca, Letizia Moratti, nel ribadire che non
intendeva escludere l’evoluzionismo dall’insegnamento, ha annunciato che una
commissione di studio lavorerà con lei «per dare precise indicazioni che
costituiranno la base di tutti i percorsi educativi». La commissione,
presieduta da Rita Levi Montalcini, sarà composta dal fisico Carlo Rubbia,
dal neurobiologo Roberto Colombo (Università cattolica Sacro Cuore di Milano)
e dal biologo molecolare Vittorio Sgaramella (Università della Calabria).
Pochi giorni prima di questo annuncio, la Federazione Italiana Scienze della
Vita, che riunisce otto società scientifiche e più di 3000 ricercatori, aveva
approvato un documento in cui chiedeva che nella scuola disegnata dalla
Riforma Moratti fosse riconosciuto il paradigma dell’evoluzione come base
interpretativa della biologia. Nel documento, che probabilmente ha avuto un
ruolo importante nel portare alla scelta di istituire la commissione, si
legge tra l’altro che «il dibattito si è finora focalizzato soprattutto sulla
teoria formulata da Darwin alla metà dell'Ottocento, senza tener conto degli
straordinari sviluppi delle conoscenze avvenuti soprattutto negli ultimi
decenni, sviluppi che hanno validato in modo definitivo e ampliato il
concetto di evoluzione facendone un elemento fondamentale della cultura
scientifica moderna. L'insegnamento tenuto fino ad oggi nella scuola media
non è consistito nella presentazione di una teoria (che il coordinatore della
riforma, prof. Bertagna, ritiene inadatta ai ragazzi prima dei 14 anni) ma
piuttosto nel riconoscimento empirico e nella presentazione di elementi oggi
universalmente presenti nella cultura scientifica generale. Ritenere che gli
studenti di età inferiore ai 14 anni non siano in grado di comprendere
osservazioni empiriche (..) e considerare l'evoluzione come un costrutto
puramente teorico e opinabile, appare sorprendente ed è contrario
all'esperienza di tutti i paesi avanzati.». «Queste considerazioni - prosegue
il documento - appaiono particolarmente preoccupanti proprio nel momento in
cui la mancanza di uno sviluppo scientifico competitivo è riconosciuta
unanimemente come una delle cause principali delle difficoltà economiche in
cui versa nostro paese. Uno degli strumenti del progresso scientifico non
potrà che essere l'ampliamento e il rafforzamento della cultura scientifica
dell'intera società. (...) In base a queste considerazioni la FISV ritiene necessario
un dibattito sereno e articolato, che non contrapponga schieramenti
ideologici ma approfondisca il problema a partire dalla sua dimensione non
solo didattica (o così ritenuta) ma anche culturale, sociale ed economica.».
La FIVS riunisce l’Associazione Biologia Cellulare dello Sviluppo,
l’Associazione Genetica Italiana, la Società Italiana di Biofisica e Biologia
Molecolare, la Società Italiana di Fisiologia Vegetale, la Società Italiana
di Genetica Agraria, la Società Italiana di Mutagenesi Ambientale, la Società
Italiana di Microbiologia Generale e la Società Italiana di Patologia
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