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	Commenti per A.G.I.	</title>
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		Commenti su In memoria di Guido Modiano di nicoletta archidiacono		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2026/01/04/in-memoria-di-guido-modiano/#comment-34</link>

		<dc:creator><![CDATA[nicoletta archidiacono]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2026 11:44:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Guido mi hai introdotto alla genetica umana, quando non si parlava di polimorfismi del DNA e la genetica umana era biochimica, me l&#039;hai fatta amare, mi hai fatto capire il linkage disequilibrium! Ricordo le lezioni nell&#039;auletta dell&#039;istituto, tu arrivavi sempre con magliette, qualunque clima ci fosse, sei stato un docente magnifico! A lezione ai miei studenti riportavo le tue frasi, sarai sempre nel mio cuore, che la terra ti sia lieve!
Nicoletta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Guido mi hai introdotto alla genetica umana, quando non si parlava di polimorfismi del DNA e la genetica umana era biochimica, me l&#8217;hai fatta amare, mi hai fatto capire il linkage disequilibrium! Ricordo le lezioni nell&#8217;auletta dell&#8217;istituto, tu arrivavi sempre con magliette, qualunque clima ci fosse, sei stato un docente magnifico! A lezione ai miei studenti riportavo le tue frasi, sarai sempre nel mio cuore, che la terra ti sia lieve!<br />
Nicoletta</p>
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		<title>
		Commenti su In memoria di Guido Modiano di vcalabro		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2026/01/04/in-memoria-di-guido-modiano/#comment-33</link>

		<dc:creator><![CDATA[vcalabro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 09:19:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Caro Guido, con la tua scomparsa perdiamo non solo uno dei padri della genetica italiana, ma un Maestro nel senso più autentico del termine. La tua visione scientifica, il rigore intellettuale e la profonda umanità con cui ci hai formato  continueranno a vivere nel mio pensiero ed in quello di chi come me  ha avuto il privilegio di conoscerti. La genetica italiana ti deve una parte fondamentale della propria identità. Vivrai sempre nei mei pensieri .
Viola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Guido, con la tua scomparsa perdiamo non solo uno dei padri della genetica italiana, ma un Maestro nel senso più autentico del termine. La tua visione scientifica, il rigore intellettuale e la profonda umanità con cui ci hai formato  continueranno a vivere nel mio pensiero ed in quello di chi come me  ha avuto il privilegio di conoscerti. La genetica italiana ti deve una parte fondamentale della propria identità. Vivrai sempre nei mei pensieri .<br />
Viola</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Commenti su Documento dell’Associazione Genetica Italiana sulla drammatica situazione di Gaza di Laura Ciapponi		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2025/07/24/documento-dellassociazione-genetica-italiana-sulla-drammatica-situazione-di-gaza/#comment-32</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura Ciapponi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 09:21:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile colleghi e colleghe, 

Come già espresso in una mia precedente comunicazione inviata all’intero direttivo AGI, e della quale, purtroppo, si è tenuto ben poco conto, mi sento moralmente in dovere di manifestare il mio dissenso.

Condivido pienamente che sia fondamentale non lasciare calare il silenzio su quanto sta accadendo in Palestina. Tuttavia, di fronte a una tragedia di tale portata, ritengo inaccettabile adottare una narrazione che ponga sullo stesso piano due realtà profondamente diverse. Non si può paragonare la condizione di un popolo oppresso, assediato, privato dei beni essenziali e della libertà di movimento, con quella di uno Stato che esercita un potere militare soverchiante e che continua deliberatamente a colpire civili inermi.
Alla luce di ciò, trovo estremamente difficile immaginare di unire la nostra voce a quella dei colleghi israeliani che chiedono la fine del massacro in corso a Gaza, dal momento che tale voce appare, purtroppo, quasi del tutto assente all’interno della società israeliana. Fatico inoltre a comprendere come, in queste condizioni, la scienza possa fungere da ponte verso una società che, attraverso le azioni del proprio governo, continua a calpestare in maniera sistematica i più fondamentali diritti umani.
Per queste ragioni, mi dissocio dal documento redatto dal comitato direttivo della Società di Genetica, che esprime una posizione che non condivido, e sostengo invece con convinzione la dichiarazione della SIB, a cui ha aderito anche la SIBBM. Avrei auspicato che anche l’AGI scegliesse di sottoscrivere tale dichiarazione. Ritengo che, di fronte a una violazione così evidente dei diritti umani e del diritto internazionale, una presa di posizione chiara e netta da parte delle comunità scientifiche, inclusa la sospensione delle collaborazioni, non sia soltanto legittima, ma doverosa.

Laura Ciapponi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile colleghi e colleghe, </p>
<p>Come già espresso in una mia precedente comunicazione inviata all’intero direttivo AGI, e della quale, purtroppo, si è tenuto ben poco conto, mi sento moralmente in dovere di manifestare il mio dissenso.</p>
<p>Condivido pienamente che sia fondamentale non lasciare calare il silenzio su quanto sta accadendo in Palestina. Tuttavia, di fronte a una tragedia di tale portata, ritengo inaccettabile adottare una narrazione che ponga sullo stesso piano due realtà profondamente diverse. Non si può paragonare la condizione di un popolo oppresso, assediato, privato dei beni essenziali e della libertà di movimento, con quella di uno Stato che esercita un potere militare soverchiante e che continua deliberatamente a colpire civili inermi.<br />
Alla luce di ciò, trovo estremamente difficile immaginare di unire la nostra voce a quella dei colleghi israeliani che chiedono la fine del massacro in corso a Gaza, dal momento che tale voce appare, purtroppo, quasi del tutto assente all’interno della società israeliana. Fatico inoltre a comprendere come, in queste condizioni, la scienza possa fungere da ponte verso una società che, attraverso le azioni del proprio governo, continua a calpestare in maniera sistematica i più fondamentali diritti umani.<br />
Per queste ragioni, mi dissocio dal documento redatto dal comitato direttivo della Società di Genetica, che esprime una posizione che non condivido, e sostengo invece con convinzione la dichiarazione della SIB, a cui ha aderito anche la SIBBM. Avrei auspicato che anche l’AGI scegliesse di sottoscrivere tale dichiarazione. Ritengo che, di fronte a una violazione così evidente dei diritti umani e del diritto internazionale, una presa di posizione chiara e netta da parte delle comunità scientifiche, inclusa la sospensione delle collaborazioni, non sia soltanto legittima, ma doverosa.</p>
<p>Laura Ciapponi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su RICORDO DI JOHN PULITZER di Andrea Riccio		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2023/06/30/ricordo-di-john-pulitzer/#comment-31</link>

		<dc:creator><![CDATA[Andrea Riccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 15:04:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.associazionegeneticaitaliana.it/?p=2801#comment-31</guid>

					<description><![CDATA[Grazie ad Alessandra per le parole veramente molto sentite. Mi dispiace moltissimo per John a mi unisco agli altri in un abbraccio ad Adriana e Giorgio. Anche io ho un ricordo molto bello di John e degli anni felici e di entusiasmante lavoro e chiacchierate di scienza trascorsi all&#039;IGB negli anni &#039;80.
Non dimenticherò mai la sua correttezza e serietà professionale.
Andrea Riccio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie ad Alessandra per le parole veramente molto sentite. Mi dispiace moltissimo per John a mi unisco agli altri in un abbraccio ad Adriana e Giorgio. Anche io ho un ricordo molto bello di John e degli anni felici e di entusiasmante lavoro e chiacchierate di scienza trascorsi all&#8217;IGB negli anni &#8217;80.<br />
Non dimenticherò mai la sua correttezza e serietà professionale.<br />
Andrea Riccio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su RICORDO DI JOHN PULITZER di Alessandra Albertini		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2023/06/30/ricordo-di-john-pulitzer/#comment-30</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Albertini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2023 08:23:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alessandra,
 il ricordo di John é proprio bello, grazie per averlo condiviso. Un maestro di scienza ed umanità di cui porto bei ricordi a Napoli e anche molti a Pavia dove veniva spesso  per condividere le sue ultime novità in seminari e lezioni sempre graditissimi.
Mi dispiace che anche lui se ne sia andato, rimangono i suoi bravi allievi ed il suo lavoro.
Alessandra Albertini]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandra,<br />
 il ricordo di John é proprio bello, grazie per averlo condiviso. Un maestro di scienza ed umanità di cui porto bei ricordi a Napoli e anche molti a Pavia dove veniva spesso  per condividere le sue ultime novità in seminari e lezioni sempre graditissimi.<br />
Mi dispiace che anche lui se ne sia andato, rimangono i suoi bravi allievi ed il suo lavoro.<br />
Alessandra Albertini</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su RICORDO DI JOHN PULITZER di Lucio Luzzatto		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2023/06/30/ricordo-di-john-pulitzer/#comment-29</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucio Luzzatto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 21:29:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello quello che ha scritto di John Pulitzer la sua già allieva Alessandra Pollice. Anch’io ricordo John con ammirazione ed affetto: era appassionato della scienza, ed ogni conversazione scientifica con lui era resa stimolante dalla sua intelligenza. Era riflessivo, dignitoso, ed agli antipodi della auto-promozione. Apparteneva alla generazione dei microbiologi che hanno fondato la biologia molecolare, e contribuì a fondarla in Italia. Fa bene l’AGI ad onorare la memoria di John Pulitzer.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello quello che ha scritto di John Pulitzer la sua già allieva Alessandra Pollice. Anch’io ricordo John con ammirazione ed affetto: era appassionato della scienza, ed ogni conversazione scientifica con lui era resa stimolante dalla sua intelligenza. Era riflessivo, dignitoso, ed agli antipodi della auto-promozione. Apparteneva alla generazione dei microbiologi che hanno fondato la biologia molecolare, e contribuì a fondarla in Italia. Fa bene l’AGI ad onorare la memoria di John Pulitzer.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su RICORDO DI JOHN PULITZER di Sergio Pimpinelli		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2023/06/30/ricordo-di-john-pulitzer/#comment-28</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio Pimpinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 15:59:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">https://www.associazionegeneticaitaliana.it/?p=2801#comment-28</guid>

					<description><![CDATA[Mi dispiace moltissimo! Le mie più sentite condoglianze a Adriana e al loro figlio Giorgio.
Sergio Pimpinelli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi dispiace moltissimo! Le mie più sentite condoglianze a Adriana e al loro figlio Giorgio.<br />
Sergio Pimpinelli</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Un ricordo di Mario Polsinelli da Duccio Cavalieri di Mario Ventura		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2021/11/12/in-ricordo-del-prof-mario-polsinelli-socio-fondatore-dellagi/#comment-27</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Ventura]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Nov 2021 10:55:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ricordo di Mario POLSINELLI.
Mi ha commosso la bellissima eulogia scritta da Duccio Cavalieri, che è di Mario un allievo brillante. Anch’io conoscevo Mario da tanto tempo come con-socio AGI, ma siamo diventati amici quando ho abitato a Firenze, solo pochi anni fa, e varie volte abbiamo cenato insieme a casa sua o a casa nostra. Mario aveva nella mente e nel cuore la genetica, da quella dei microrganismi a quella umana; più che insegnarla, direi che appassionatamente la condivideva con i suoi allievi e colleghi. Credo di essere stato tra i primi a partecipare alla scuola da lui fondata Cortona: non poteva scegliere meglio. Mario sapeva che la genetica batterica era la base; ma quante volte abbiamo parlato della genetica umana, di cui preconizzava il futuro, e delle implicazioni mediche, ivi compresa la terapia genica.  
Era fin troppo facile, a cena, scherzare sul fatto che a Mario del lievito piaceva specialmente quanto questo organismo era capace di fare in connubio con l’uva; ed una sera mi disse che sapeva benissimo quanti Myr di evoluzione biologica erano trascorsi tra Saccharomyces e Homo sapiens; ma forse lui in una recente incarnazione era stato lievito. Quanto bene ha lievitato il suo mentoring e la sua passione lo sanno i suoi innumerevoli allievi e collaboratori. Per l’AGI è un vanto averlo avuto tra i suoi fondatori, e forse al suo nome si vorrà intitolare la scuola di Cortona.  
Da Lucio Luzzato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo di Mario POLSINELLI.<br />
Mi ha commosso la bellissima eulogia scritta da Duccio Cavalieri, che è di Mario un allievo brillante. Anch’io conoscevo Mario da tanto tempo come con-socio AGI, ma siamo diventati amici quando ho abitato a Firenze, solo pochi anni fa, e varie volte abbiamo cenato insieme a casa sua o a casa nostra. Mario aveva nella mente e nel cuore la genetica, da quella dei microrganismi a quella umana; più che insegnarla, direi che appassionatamente la condivideva con i suoi allievi e colleghi. Credo di essere stato tra i primi a partecipare alla scuola da lui fondata Cortona: non poteva scegliere meglio. Mario sapeva che la genetica batterica era la base; ma quante volte abbiamo parlato della genetica umana, di cui preconizzava il futuro, e delle implicazioni mediche, ivi compresa la terapia genica.<br />
Era fin troppo facile, a cena, scherzare sul fatto che a Mario del lievito piaceva specialmente quanto questo organismo era capace di fare in connubio con l’uva; ed una sera mi disse che sapeva benissimo quanti Myr di evoluzione biologica erano trascorsi tra Saccharomyces e Homo sapiens; ma forse lui in una recente incarnazione era stato lievito. Quanto bene ha lievitato il suo mentoring e la sua passione lo sanno i suoi innumerevoli allievi e collaboratori. Per l’AGI è un vanto averlo avuto tra i suoi fondatori, e forse al suo nome si vorrà intitolare la scuola di Cortona.<br />
Da Lucio Luzzato</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Un ricordo di Mario Polsinelli da Duccio Cavalieri di Tiziana Zotti		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2021/11/12/in-ricordo-del-prof-mario-polsinelli-socio-fondatore-dellagi/#comment-26</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tiziana Zotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2021 18:18:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il suo è uno dei testi che ho amato di più. 
Grazie Professore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il suo è uno dei testi che ho amato di più.<br />
Grazie Professore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Un ricordo di Mario Polsinelli da Duccio Cavalieri di Carlo Bruschi		</title>
		<link>https://www.associazionegeneticaitaliana.it/2021/11/12/in-ricordo-del-prof-mario-polsinelli-socio-fondatore-dellagi/#comment-25</link>

		<dc:creator><![CDATA[Carlo Bruschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Nov 2021 23:50:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;uomo di Via Romana

A piedi, con ogni tempo, tutte le mattine partiva presto dalla sua casa e s&#039;incamminava, con quella sua andatura un pò traballante data l&#039;età non più verde, verso il suo ufficio, che era anche il suo laboratorio di microbiologia in Via Romana 19, di fianco al Museo di Storia Naturale della  Specola​ al 17​, della cui biblioteca custodiva gelosamente le chiavi. Si fermava all&#039;edicola all&#039; angolo, ​dove l&#039;edicolante lo salutava con un riverente &quot;Buongiorno Professore!&quot; ​​e ​comprava un quotidiano di sinistra, quasi sempre &quot;La Repubblica&quot;, qualche volta &quot;Il Manifesto&quot; ​​che, sogghignandomi compiaciuto​,​ infilava in tasca​​ ​graziandomi dell&#039;aria indifferente che cercavo di tenere. Gli avevo infatti raccontato tempo prima che da studente dell&#039;Università di Parma, un giorno fui inseguito da alcuni studenti raccolti in un&#039;assemblea, perchè avevo una copia del &quot;Il Giornale&quot; ​​di Montanelli infilato maldestramente nella tasca della giacca senza aver avuto l&#039;accortezza di nasconderne la testata.​ Mario ed io proseguivmo poi attraverso Porta Romana giù per Via Romana, densa di piccole botteghe odoranti di pane o mobili antichi, punteggiata da vecchi portoni umidi carreggiabili e di parecchi bar in uno dei quali, sempre il solito, qualche volta entravamo per un secondo caffè, dopo quello di Moka che avevamo preso a casa sua.
​
A tanti, tra i quali me stesso, Mario Polsinelli ha dato tantissimo dal punto di vista ​​scientifico e professionale. A me in particolare ha dato una buona opportunità​​ di ritornare in Italia, dopo aver conseguito la tenure​​ all&#039; University of North Carolina,​​ alla quale dovetti dare le dimissioni.​​ Di questo gli sono stato per la maggior parte delle volte ​​grato, per altre meno.​​ Ma qui vorrei non ricordare Polsinelli scienziato ed accademico, poichè Duccio ne ha già parlato ed altri lo faranno ancora, ma di Mario uomo, che ho frequentato molte volte nella mia vita insieme alla sua famiglia, scoperto come tale in Via Romana a Firenze.  ​​È stato per me un discreto ma sempre presente cordone ombelicale con l&#039;Italia, dopo che, profondamente deluso, emigrai negli USA, prima a Berkeley poi in North Carolina. Era come se, consciamente o inconsciamente, non l&#039;ho mai capito, cercasse tuttavia di placare la mia rabbia e la mia disaffezione per un Paese che non mi aveva dato ​​opportunità di futuro dopo la laurea e che mi aveva tolto ​​il primo lavoro che avevo avuto per scaraventarmi nell&#039;inferno del terremoto del Friuli nel 1976. Mario non ha mai cercato scuse per la frustrazione dei laureati che dovevano scappare all&#039;estero. Capiva le responsabilità. Quando, dopo cena, se ne parlava, bofonchiava qualche maledizione contro i bischeri ​​che gestivano la ricerca in Italia ma poi la sua positività prendeva il sopravvento​​ ​​e le sue critiche alle mie lamentele si facevano piacevolmente paternalistiche. Perchè lui dava un senso di verità ed autorevolezza a quello che diceva, ne era sempre convinto, da vero Maestro, sia si trattasse di ​scienza che di politica. Mentre eravamo in​​ perfetta sintonia sulla prima, eravamo ​​molto discordi sulla seconda. Però in questo caso era un autentico democratico, nel senso più ​vero della parola. Se uscivamo di casa al mattino per andare all&#039;Università, dove mi chiamava per fare qualche lezione, dopo aver quasi litigato sulle notizie politiche del giorno, quando si arrivava in Via Romana eravamo di nuovo amici,​​ come se l&#039;entrata nella città del Rinascimento risvegliasse in entrambi la consapevolezza di quanta bellezza e quanta cultura avevamo ancora a disposizione in questo Paese, non ostante chi ci governava. Non dimenticherò mai queste camminate ​​su e giù per Via Romana: giù per andare a lavorare, su per tornare a casa per la minestra di farro che lui preparava per il pranzo, oppure la sera, ritornando con quel senso di appagante realizzazione per aver fatto il proprio dovere, verso un piatto di lenticchie col pollo, sempre innaffiato da un buon bicchiere di vino rosso della sua Ciociaria.

Ecco, in mezzo ai mille ricordi che ho di questo periodo di malinconico esilio, è così che voglio ricordare Mario Polsinelli, un uomo che ha testimoniato, forse più con la semplicità del proprio esempio che con il successo professionale, ciò che di più bello c&#039;è​​ nell&#039;amore per il sapere scientifico e nella cultura del nostro Paese. Non, esibendosi in giro per il mondo, cosa del resto a lui ostica data la sua fobia per i voli aerei, ma camminando umilmente giorno dopo giorno avanti e indietro ​​per l&#039; antica Via Romana ​​di Firenze.​]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uomo di Via Romana</p>
<p>A piedi, con ogni tempo, tutte le mattine partiva presto dalla sua casa e s&#8217;incamminava, con quella sua andatura un pò traballante data l&#8217;età non più verde, verso il suo ufficio, che era anche il suo laboratorio di microbiologia in Via Romana 19, di fianco al Museo di Storia Naturale della  Specola​ al 17​, della cui biblioteca custodiva gelosamente le chiavi. Si fermava all&#8217;edicola all&#8217; angolo, ​dove l&#8217;edicolante lo salutava con un riverente &#8220;Buongiorno Professore!&#8221; ​​e ​comprava un quotidiano di sinistra, quasi sempre &#8220;La Repubblica&#8221;, qualche volta &#8220;Il Manifesto&#8221; ​​che, sogghignandomi compiaciuto​,​ infilava in tasca​​ ​graziandomi dell&#8217;aria indifferente che cercavo di tenere. Gli avevo infatti raccontato tempo prima che da studente dell&#8217;Università di Parma, un giorno fui inseguito da alcuni studenti raccolti in un&#8217;assemblea, perchè avevo una copia del &#8220;Il Giornale&#8221; ​​di Montanelli infilato maldestramente nella tasca della giacca senza aver avuto l&#8217;accortezza di nasconderne la testata.​ Mario ed io proseguivmo poi attraverso Porta Romana giù per Via Romana, densa di piccole botteghe odoranti di pane o mobili antichi, punteggiata da vecchi portoni umidi carreggiabili e di parecchi bar in uno dei quali, sempre il solito, qualche volta entravamo per un secondo caffè, dopo quello di Moka che avevamo preso a casa sua.<br />
​<br />
A tanti, tra i quali me stesso, Mario Polsinelli ha dato tantissimo dal punto di vista ​​scientifico e professionale. A me in particolare ha dato una buona opportunità​​ di ritornare in Italia, dopo aver conseguito la tenure​​ all&#8217; University of North Carolina,​​ alla quale dovetti dare le dimissioni.​​ Di questo gli sono stato per la maggior parte delle volte ​​grato, per altre meno.​​ Ma qui vorrei non ricordare Polsinelli scienziato ed accademico, poichè Duccio ne ha già parlato ed altri lo faranno ancora, ma di Mario uomo, che ho frequentato molte volte nella mia vita insieme alla sua famiglia, scoperto come tale in Via Romana a Firenze.  ​​È stato per me un discreto ma sempre presente cordone ombelicale con l&#8217;Italia, dopo che, profondamente deluso, emigrai negli USA, prima a Berkeley poi in North Carolina. Era come se, consciamente o inconsciamente, non l&#8217;ho mai capito, cercasse tuttavia di placare la mia rabbia e la mia disaffezione per un Paese che non mi aveva dato ​​opportunità di futuro dopo la laurea e che mi aveva tolto ​​il primo lavoro che avevo avuto per scaraventarmi nell&#8217;inferno del terremoto del Friuli nel 1976. Mario non ha mai cercato scuse per la frustrazione dei laureati che dovevano scappare all&#8217;estero. Capiva le responsabilità. Quando, dopo cena, se ne parlava, bofonchiava qualche maledizione contro i bischeri ​​che gestivano la ricerca in Italia ma poi la sua positività prendeva il sopravvento​​ ​​e le sue critiche alle mie lamentele si facevano piacevolmente paternalistiche. Perchè lui dava un senso di verità ed autorevolezza a quello che diceva, ne era sempre convinto, da vero Maestro, sia si trattasse di ​scienza che di politica. Mentre eravamo in​​ perfetta sintonia sulla prima, eravamo ​​molto discordi sulla seconda. Però in questo caso era un autentico democratico, nel senso più ​vero della parola. Se uscivamo di casa al mattino per andare all&#8217;Università, dove mi chiamava per fare qualche lezione, dopo aver quasi litigato sulle notizie politiche del giorno, quando si arrivava in Via Romana eravamo di nuovo amici,​​ come se l&#8217;entrata nella città del Rinascimento risvegliasse in entrambi la consapevolezza di quanta bellezza e quanta cultura avevamo ancora a disposizione in questo Paese, non ostante chi ci governava. Non dimenticherò mai queste camminate ​​su e giù per Via Romana: giù per andare a lavorare, su per tornare a casa per la minestra di farro che lui preparava per il pranzo, oppure la sera, ritornando con quel senso di appagante realizzazione per aver fatto il proprio dovere, verso un piatto di lenticchie col pollo, sempre innaffiato da un buon bicchiere di vino rosso della sua Ciociaria.</p>
<p>Ecco, in mezzo ai mille ricordi che ho di questo periodo di malinconico esilio, è così che voglio ricordare Mario Polsinelli, un uomo che ha testimoniato, forse più con la semplicità del proprio esempio che con il successo professionale, ciò che di più bello c&#8217;è​​ nell&#8217;amore per il sapere scientifico e nella cultura del nostro Paese. Non, esibendosi in giro per il mondo, cosa del resto a lui ostica data la sua fobia per i voli aerei, ma camminando umilmente giorno dopo giorno avanti e indietro ​​per l&#8217; antica Via Romana ​​di Firenze.​</p>
]]></content:encoded>
		
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